L’importanza della nutrizione nella Sindrome dell’Ovaio Policistico.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) colpisce il 5-10% delle donne in età fertile e rappresenta la causa più frequente di infertilità legata ad anovularità cronica. Compare spesso nel periodo puberale con le irregolarità mestruali e prosegue con le disfunzioni metaboliche prevalentemente in epoca peri-menopausale .

Parliamo di un disordine eterogeneo sia dal punto di vista fenotipico che dal punto di vista metabolico, tratto che evidenzia come i fattori modificabili, quali l’alimentazione e lo stile di vita, siano fondamentali per ridurne le comorbidità.

Per la diagnosi da PCOS, la popolazione medica si avvale di opportuni esami che evidenziano almeno due della caratteristiche riportate in elenco (criteri di Rotterdam):

  • iperandrogenismo
  • disfunzione ovulatoria
  • accumulo di follicoli immaturi ( erroneamente chiamati cisti)

La forte componente ormonale e il carattere metabolico sono responsabili in forma e intensità diversa di segni e sintomi tipici di questa patologia come: irsutismo (eccesso di peluria su viso e corpo), acne e calvizie di tipo maschile, disturbi mestruali (mestruazioni irregolari o assenza, cicli scarsi o prolungati).

I protagonisti dell’eziopatogenesi sono l’iperandrogenismo e l’insulinoresistenza, attivatori di un loop negativo che impedirebbe la corretta maturazione follicolare, l’anovulazione e i segni clinici sistemici tipici della sindrome.

Figura 1. Rappresentazione grafica della secrezione di androgeni nella donna affetta da PCOS (Escobar-Morreale Hf., 2018).

Cosa succede? Ciclicamente, l’eccesso di androgeni nella donna provoca un aumento del tessuto adiposo viscerale che produce resistenza insulinica. L’organismo risponde alla bassa sensibilità all’insulina con iperinsulinismo compensativo che a sua volta induce un ulteriore aumento di androgeni a livello ovarico e surrenale e che comporta anovulazione.

Ricordiamo che si tratta di un disordine che colpisce le donne in modo estremamente diverso, dunque partendo da una predisposizione all’aumento del peso, una corretta alimentazione può migliorare il quadro metabolico e ormonale.

Mantenere una buona composizione corporea e un’alimentazione sana, sono infatti le prime due “buone norme” da seguire per prevenire o ridurre gli effetti negativi di questa patologia.

Il trattamento nutrizionale prevede due tipi di approcci, il primo ha un effetto diretto sull’insulinemia ed è una dieta “Low-GI” o a basso indice glicemico, il secondo costringe l’organismo all’utilizzo dei grassi a scopo energetico Ketogenic Diet” o dieta chetogenica. La strategia alimentare, eventualmente abbinata alla terapia medica, deve essere strutturata ad hoc sulla soggettività del paziente, sulla durata e sul mantenimento, sopratutto se parliamo di terapia chetogenica.

Diversi studi effettuati negli ultimi anni su donne con BMI > 25 Kg/m2 hanno dimostrato in entrambe i casi una riduzione del peso, un recupero della sensibilità insulinica e un miglioramento del quadro ormonale e del ciclo mestruale.

L’alimentazione deve inoltre essere fortificata dall’integrazione con acido folico (di cui donne con PCOS potrebbero essere carenti), vitamina D (se carenti), magnesio, e inositoli. Gli inositoli in particolare, sono coinvolti in numerosi processi biologici tra cui i meccanismi di segnalazione cellulare con funzioni insulino- sensibilizzanti.

Barrea L, Marzullo P, Muscogiuri G, et al., “Source and amount of carbohydrate in the diet and inflammation in women with polycystic ovary syndrome”, Nutr Res Rev. 2018;31(2):291-301. doi:10.1017/S0954422418000136.

Cena H, Maffoni S, et al., “Linee Guida Nutrizionali per Pazienti con Sindrome dell’Ovaio Policistico”, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione – spmsf.unipv.it

Dumesic, D. A. et al., “Hyperandrogenism accompanies increased intra-abdominal fat storage in normal weight polycystic ovary syndrome women”, J. Clin. Endocrinol. Metab. 101, 4178–4188 (2016).

Faghfoori Z, Fazelian S, Shadnoush M, Goodarzi R., “Nutritional management in women with polycystic ovary syndrome: A review study”, Diabetes Metab Syndr. 2017;11 Suppl 1:S429-S432. doi:10.1016/j.dsx.2017.03.030.

Jayagopal, V., Kilpatrick, E. S., Jennings, P. E., Hepburn, D. A. & Atkin, S. L., “The biological variation of testosterone and sex hormone-binding globulin (SHBG) in polycystic ovarian syndrome: implications for SHBG as a surrogate marker of insulin resistance” J. Clin. Endocrinol. Metab. 88, 1528–1533 (2003).

Mavropoulos J., Yancy W., Hepburn J., Westman E. “The effects of a low-carbohydrate, ketogenic diet on the polycystic ovary syndrome: a pilot study”, Nutr Metab (Lond). 2005;2:35. Published 2005 Dec 16. doi:10.1186/1743-7075-2-35.

Marsh K., Steinbeck K., Atkinson F., Petocz P., Brand-Miller J.,“Effect of a low glycemic index compared with a conventional healthy diet on polycystic ovary syndrome”, Am J Clin Nutr. 2010;92(1):83-92. doi:10.3945/ajcn.2010.29261.

Moran, L. J., Brinkworth, G. D., & Norman, R. J. (2008, January). “Dietary therapy in polycystic ovary syndrome. In Seminars in reproductive medicine” (Vol. 26, No. 01, pp. 085-092). Thieme Medical Publishers.

Paoli A., Mancin L., Giacona M., Bianco A., Caprio M., “Effects of a ketogenic diet in overweight women with polycystic ovary syndrome”, J Transl Med. 2020;18(1):104. Published 2020 Feb 27. doi:10.1186/s12967-020-02277-0.

Pasquali R, Pignatelli D., “Hyperandrogenism in Women. Beyond Polycystic Ovary Syndrome”, Front Horm Res. Basel, Karger, 2019, vol 53, pp 50–64 (DOI: 10.1159/000494902).

Tagliabue A., Trentani C., “La Dieta Chetogenica – Manuale informativo per medici e personale sanitario”, Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del Comportamento Alimentare, Università degli Studi di Pavia.

Thomson R., Spedding S, Buckley J., “Vitamin D in the aetiology and management of polycystic ovary syndrome”, Clin Endocrinol (Oxf). 2012;77(3):343-50.

Unfer V., Facchinetti F., Orrù B., Giordani B., Nestler J., “Myo-inositol effects in women with PCOS: a meta-analysis of randomized controlled trials”. Endocr Connect. 2017;6(8):647-658. doi:10.1530/EC-17-0243.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...